Dalla tradizione artigiana veneta ai sistemi modulari più riconoscibili, LAGO Design ha costruito un linguaggio fondato su essenzialità e personalizzazione.
Fondata nel 1976 da Giuseppe LAGO, l’azienda padovana LAGO Design affonda le proprie radici in una tradizione artigianale ben più antica, legata alla lavorazione del legno e alla cultura del mobile veneto. Nel tempo, questa eredità si è evoluta in un linguaggio contemporaneo riconoscibile, fatto di sistemi sospesi, volumi essenziali, finiture di vetro colorato, soluzioni componibili e su misura, pensate per organizzare, alleggerire visivamente e rendere più funzionali gli spazi domestici.
La storia di LAGO Design
Alla fine dell’Ottocento l'ebanista artigiano Policarpo Lago svolge la propria attività presso le ville nobiliari venete e le chiese veneziane; i suoi figli ampliano in seguito la produzione, estendendola alle camere matrimoniali e a piccole serie di mobili per l’ingresso.
Negli anni Ottanta del Novecento l’azienda vanta così una gamma di arredi completa per la zona notte e la zona giorno e, nel 2006, giunta alla quarta generazione, si apre al mercato internazionale, offrendo anche all’estero il proprio design modulare e innovativo.
A dirigerla oggi, insieme al CEO Gilberto Negrini, sono i tre fratelli Lago: Daniele, Presidente e Head of Design; Franco, Head of Innovative Design Project; e Rosanna, Head of Controlling.
Modularità e leggerezza estetica
La modularità è uno dei temi cardine di LAGO Design. Il brand lavora su sistemi componibili che si adattano a tutti gli spazi e assolvono le più svariate funzioni: una flessibilità a cui si aggiunge un’estetica leggera e pulita, ottenuta mediante volumi sospesi, strutture ridotte al minimo, superfici di vetro e dettagli tecnici nascosti alla vista.
Il risultato è un arredamento che tende a liberare spazio, almeno nella percezione. Le pareti attrezzate sembrano così galleggiare, i letti “fluttuano” liberandosi dell’ingombro del giroletto, mentre tavoli e divani alleggeriscono la propria presenza grazie a sostegni in vetro temperato.
È una cifra formale molto riconoscibile e contemporanea che ha contribuito alla popolarità dei mobili LAGO Design.
Il sistema di contenitori “36e8”
Tra le collezioni più note dell’azienda c’è sicuramente 36e8: sistema di contenitori rettangolari con base quadrata di 36,8 × 36,8 cm.
La forza di questa linea sta nella possibilità di progettare composizioni su misura partendo da una “grammatica” semplice di elementi che sfrutta la flessibilità del quadrato e dei suoi multipli e sottomultipli: pensili, vani a giorno, madie e consolle possono essere configurati secondo logiche geometriche libere, con alternanza di pieni, vuoti, colori e materiali.
La parete attrezzata 36e8 , disponibile anche nella variante Gap , con volumi inclinati, è una delle espressioni più rappresentative e ricercate dell'arredo LAGO: i moduli sospesi permettono di progettare soluzioni leggere con illuminazione integrata.
La stessa logica si ritrova nel gruppo notte e nelle cucine 36e8, dove la pulizia delle superfici e l’assenza di maniglie rafforzano l’idea di un mobile essenziale, grafico e altamente personalizzabile.
L’effetto sospeso di “Fluttua” e “Air”
Il letto Fluttua è forse uno dei pezzi più iconici e ricercati del catalogo LAGO.
Progettato da Daniele Lago, si distingue per l’effetto sospeso generato da un sostegno centrale arretrato e da un sistema di fissaggio che rende la struttura pressoché invisibile. La camera da letto appare così più libera e ariosa, mentre l’assenza di ingombri esterni al materasso semplifica la pulizia.
La ricerca sulla sospensione ritorna nell'ampia e scenografica famiglia di arredi Air, con piedi ed elementi di vetro temperato.
Oltre a letti, panche, divani componibili, pareti attrezzate e librerie coordinati, ad amplificare il contrasto tra il piano materico e i supporti trasparenti sono soprattutto i tavoli.
Rettangolari e rotondi, alti e bassi, sono disponibili, come svariati mobili della serie, in legno Wildwood e nell'innovativo XGlass, materiale che riproduce su vetro marmi, metalli e altre finiture.
Geometrie libere e accenti decor
Meno regolari nelle forme, pur conservando un’immagine essenziale, sono alcuni arredi nati anche da collaborazioni tra LAGOSTUDIO e designer esterni.
È il caso della libreria a parete DiagoLinea, sviluppata con 4P1B, e di LAGOLinea, pensata da Daniele Lago come un segno grafico libero.
Tra le proposte più riconoscibili rientrano anche U Table, progettato con Alessandro Corrò e Andrea Leoni e caratterizzato da una base scultorea ad arco, e la poltrona-letto Chama , firmata con Mi Jin Park e ispirata alla semplicità del futon giapponese.
Anche la collezione di contenitori sospesi e da terra N.O.W. assume una presenza più decorativa, permettendo di combinare fasce di vetro personalizzabili nelle finiture e nelle dimensioni.


























