Gaetano Pesce, il designer che ha dato forma alla libertà

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Architetto, artista e sperimentatore instancabile, Gaetano Pesce ha rivoluzionato il design italiano attraverso l'uso anticonvenzionale dei materiali e del colore. Dalla celebre poltrona Up alle creazioni in resina, la storia di un progettista che ha fatto dell'imperfezione un valore e della ricerca di forme espressive la propria cifra


Ci sono oggetti di design che nascono per assolvere una funzione e altri che, pur conservandola, riescono a raccontare qualcosa di più. Gaetano Pesce (1939-2024) ha dedicato oltre sessant'anni di attività a quest'ultimo indirizzo, trasformando poltrone, divani, tavoli e oggetti quotidiani in strumenti di espressione artistica, culturale e persino politica. Le sue creazioni, immediatamente riconoscibili per le forme organiche, i colori vivaci e l'impiego sperimentale dei materiali, hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra arte e design, mettendo in discussione l'idea di perfezione e uniformità della produzione industriale.

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Cassina, Dalila

Chi era Gaetano Pesce

Nato a La Spezia nel 1939, Gaetano Pesce studia architettura allo IUAV di Venezia, dove si laurea nel 1965; in seguito frequenta l'Istituto di disegno industriale. Fin dagli esordi, il suo percorso si sviluppa all'incrocio tra discipline diverse, dall'architettura alla scultura, dal teatro alla ricerca artistica. Nel 1959 partecipa alla fondazione del Gruppo N, esperienza legata all'arte programmata e alla sperimentazione visiva, mentre negli anni Sessanta si avvicina alle posizioni del design radicale italiano, movimento che contesta i principi consolidati del funzionalismo e attribuisce al progetto una dimensione critica nei confronti della società.

 

La sua attività assume presto un carattere internazionale. Dopo le esperienze europee, tra cui un lungo periodo a Parigi, nel 1983 si trasferisce a New York, dove stabilisce il proprio studio e continua a lavorare fino alla scomparsa, avvenuta il 3 aprile 2024. Nel corso della carriera collabora con importanti aziende dell'arredamento, tra cui B&B Italia, Cassina e Meritalia, affiancando alla progettazione di mobili e oggetti interventi architettonici, installazioni e attività didattica. Il suo lavoro entra nelle collezioni di prestigiose istituzioni museali, dal Museum of Modern Art di New York al Centre Pompidou di Parigi, affermandosi come una delle espressioni più originali del design italiano del secondo Novecento. Nel settembre 2026 è stata annunciata la nascita della Gaetano Pesce Foundation, con sede a New York, istituita per preservare e valorizzare il patrimonio creativo del designer, promuovendone lo studio e la conoscenza. 

La poltrona Up e i progetti che hanno fatto la storia del design

Il progetto che più di ogni altro ha reso celebre Gaetano Pesce è la Serie Up del 1969, realizzata per C&B Italia, azienda dalla quale nascerà B&B Italia. La poltrona con poggiapiedi, soprannominata "Big Mama" o "Donna", è diventata una delle opere più rappresentative del design del Novecento nonché uno degli esempi più riusciti della corrente radicale. Le forme generose e antropomorfe richiamano un corpo femminile, mentre il pouf sferico, collegato alla seduta da un cordone, rappresenta una "palla al piede". Dietro l'apparenza morbida e accogliente si nasconde così una denuncia della condizione femminile e dei vincoli imposti da una società dominata dagli uomini.

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B&B Italia, Serie Up

Altrettanto rivoluzionaria era la tecnologia impiegata: realizzata in poliuretano espanso, la poltrona veniva originariamente confezionata sottovuoto per ridurne drasticamente l'ingombro e riacquistava la propria forma una volta aperta la confezione. Un'intuizione che trasformava le proprietà fisiche del materiale in parte integrante del progetto.

Negli anni successivi, Pesce continua a esplorare le potenzialità espressive degli arredi imbottiti. Nel 1980 disegna per Cassina Tramonto a New York, un divano che riproduce lo skyline della metropoli americana attraverso volumi geometrici che evocano i grattacieli, sovrastati da un grande sole rosso. L'arredamento diventa paesaggio, superando la distinzione tra mobile e opera figurativa.

 

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Cassina, Tramonto a New York

Alla sperimentazione formale si accompagna quella costruttiva, come dimostra Feltri, poltrona progettata nel 1987 per Cassina. Realizzata in spesso feltro di lana, presenta una parte inferiore irrigidita mediante resina termoindurente e uno schienale alto e flessibile che avvolge il corpo. La sua struttura è figlia di una tecnica produttiva sviluppata e brevettata appositamente dall'azienda, elemento che conferma quanto l'innovazione dei materiali fosse determinante nella ricerca di Pesce.

 

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Cassina, Feltri

Anche la sedia Dalila, sempre Cassina (foto in apertura), coniuga forme sinuose e comfort avvolgente. In questo caso, però, la struttura è flessibile e rivestita da uno strato di elastomero colorato, che ne accentua la continuità delle forme e il carattere scultoreo.

La ricerca sui materiali e il Fish Design

Se le sedute hanno contribuito a consolidarne la fama internazionale, è soprattutto nella sperimentazione con resine, siliconi e materiali plastici che emerge la poetica di Gaetano Pesce: l'idea che un oggetto prodotto in serie possa conservare una propria individualità. Contrario all'omologazione imposta dai processi industriali, il progettista riconosce nelle differenze di forma, colore e finitura il valore dell'imperfezione anziché un difetto da eliminare. La materia viene lasciata libera di manifestare le proprie caratteristiche attraverso colature, trasparenze, irregolarità e variazioni cromatiche, rendendo ogni esemplare differente dagli altri.

Questa filosofia trova espressione in Fish Design, attività avviata negli anni Novanta attraverso la quale Pesce sviluppa una produzione di oggetti e complementi in resina caratterizzati da colori intensi, superfici traslucide e forme imprevedibili. Vasi, lampade e piccoli arredi assumono un aspetto quasi liquido, collocandosi in un territorio intermedio tra produzione artigianale, design industriale e scultura. La collezione Nobody's Perfect, presentata nel 2002, sintetizza efficacemente la visione dell'autore.

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